Come avere un matrimonio felice per tutta la vita

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Immaginate una classica scena da vita di matrimonio: una di quelle che vi fanno pentire di esservi sposate o sposati. I bambini urlano, la tv è troppo altra, c’è disordine nella stanza, la cena non è pronta e sicuramente vi siete dimenticati di fare qualcosa per cui state per ricevere un rimprovero dal vostro consorte. Ecco, sembra un caos allucinante, ma è una scena molto familiare in tante case. In effetti la famiglia è così: un caos organizzato che ha un senso perché si regge sugli affetti. Affetti molto profondi, che spesso si rinnovano di giorno in giorno, ma che talvolta non bastano per assicurarsi un matrimonio felice che duri tutta la vita.

Se però certe scene accadono un po’ troppo spesso, potrebbe capitare di domandarsi: è questo quello che volevo veramente dal mio matrimonio? Se succede alla fine tocca fare i conti con la realtà. Innanzitutto occorre riflettere bene su ciò che si ha, cosa si è ottenuto, ebbene si, fare un discorso utilitaristico. Il matrimonio d’amore, di cui oggi tutti quanti declamiamo le lodi, è una novità da un secolo e mezzo. Fino ad allora (e in certi casi fino al 1950-1960) esso era visto come un affare, un modo di sistemare le famiglie e assicurare che il patrimonio non si disperdesse verso eredi non voluti. Però bisogna chiedersi sempre se il matrimonio corrisponde alle ambizioni personali. È giusto sacrificare qualcosa, ci sono delle donne che sono delle autentiche campionesse nella loro professione, che spesso hanno dovuto rinunciare a migliorare la loro carriera lavorativa per la famiglia. Questo bilanciamento tra aspettative e realtà crea spesso una disconnessione, un senso di frustrazione.

Ma il motivo per cui si sta insieme è spesso più profondo. Solo una moglie sa perché ha sposato suo marito, riconosce quell’aspetto divertente del suo carattere, quel modo di fare tutto unico che l’ha fatta innamorare. Sa che suo marito gli è stato vicino quando aveva bisogno. E vale lo stesso al contrario: ci sono tanti uomini che non muoverebbero un passo senza sentirsi confortati dalle loro mogli. È un rapporto di amore e di affetto, che spesso finisce per essere una pura amicizia, quando si perde l’attrazione. Eppure si può essere sempre felici.

Il matrimonio è un gioco di coppia. Nella vita quotidiana ci sono molte occasioni per ricordarsene e agire di conseguenza, lavorando sulla limatura degli spigoli, giorno dopo giorno, in modo che alla fine ci sia un’intesa talmente naturale, che anche i mini disastri quotidiani non scalfiscono affatto la felicità globale dell’insieme.

L’amore va quindi rinnovato, ma non è un abbonamento. Per farlo occorrono gesti, atteggiamenti e un certo modo di intendere il matrimonio teso non alla sua salvaguardia (chi lo fa vuol dire che vive sempre sul limite della rottura), ma alla sua celebrazione.

Ad esempio: mai isolarsi, va bene che papà guardi la partita da solo, ma perché non coinvolgere i figli con pazienza, anziché creare un campo minato intorno a sé? La consorte apprezzerà. Molto spesso pensiamo di fare delle gentilezze solo quando ci vengono richieste. Invece ogni tanto chiedere di aiutare qualcuno in famiglia rilassa parecchio, stabilisce un ulteriore connessione, oltre a creare un momento magico. Nel matrimonio bisogna essere flessibili e soprattutto accettare la logica del compromesso. Ma non a tutti i costi, per certo bisogna evitare di segnarsi gli errori dell’altro e restituire pan per focaccia, chi ragione così si separa nel giro di pochi anni, è la regola. Vivere il presente. Stop.

Il matrimonio è un rapporto di coppia. L’intimità degli sposi dev’essere esclusiva, la passione si cova spesso sotto degli strati di cenere e talvolta basta un soffio per farla avvampare nuovamente. Giocare con l’intimità aiuta a stare bene, abbracciarsi, toccarsi, darsi una carezza anche di conforto genera un legame chimico che perdura nel tempo. Insomma, bisogna essere proattivi, agire in direzione di un allentamento delle tensioni anziché aspettare che sia l’altro a farlo.

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