Segnali che sei dipendente dalle mail

Quante volte vi è capitato di aver spedito una mail o un messaggio su Messenger o WhatsApp e provare ansia per la notifica di lettura o per una risposta che non arriva immediatamente? Prima di Messenger o WhatsApp c’erano i normali SMS, che però siccome costavano, raramente si trasformavano in chat. Per quello c’erano MSN Messenger e le stanze IRC delle chat, ma non parliamo dei livelli di socialità raggiunti dalle applicazioni moderne, in mobilità, a tutte le ore.

Prima dell’avvento delle mail le persone comunicavano a distanza con la posta normale e bisognava attendere qualche giorno perché la nostra lettera arrivasse e più del doppio del tempo per ottenere una risposta. C’era un abitudine all’attesa che non sfociava in forme parossistiche di vera e propria ansia. Anzi, si vivevano le comunicazioni a distanza con un maggior distacco emotivo e la risposta quasi mai era annunciata, così come le visite a casa – oggi precedute da messaggi di arrivo che rovinano la sorpresa.

Oggi gli psicologi sono convinti che esista un’ansia da mail che influenza il nostro comportamento. La causa scatenante di questa breve situazione di stress è dovuta al fatto che perdiamo il controllo circa una nostra azione. Non sappiamo quando e se l’altra persona leggerà la mail e soprattutto ci sentiamo vincolati, mentalmente, ad ottenere una risposta. Non è strano che le principali app di messaggistica abbiano dovuto mettere il sistema della notifica di lettura incorporato. Ma questo fatto non fa altro che generare più stress perché vorremmo avere la stessa velocità nella reazione anche nelle mail. Il presidente eletto americano Donald Trump ha dichiarato che preferisce farsi stampare le mail piuttosto che leggerle da un terminale. È un modo strano di fare, ma ci dice molto del fatto che oggi usiamo le mail per comunicazioni rilevanti, che si possono mandare con testi lunghi, esplicativi e naturalmente allegati.

Nonostante la diffusione della messaggistica instantanea non c’è dubbio che la mail rimanga lo strumento principale per spedire documenti e testi di una certa lunghezza, spesso importanti dal punto di vista emotivo. Il fatto che ci stiamo abituando ad ottenere risposte brevi, non fa altro che aumentare il disagio per le risposte lunghe. Quest’ansia crea delle reazioni visibili anche a livello fisiologico: tendiamo a essere nervosi, gesticolare più del dovuto, e soprattutto continuamente aggiornare l’interfaccia grafica, nella speranza che compaia il fatidico numero nella cartella delle mail non lette.

Questo comportamento appartiene secondo gli psicologi al più ampio spettro delle dipendenze da nuove tecnologie, in particolare dal web, dominate da ansia, nervosismo, continua necessità di aggiornamenti e informazioni.

Segni evidenti che sei intossicato dalle mail

  • Controlli la tua casella ogni 5 minuti, dopo che hai mandato una mail, anche quando sai benissimo che la risposta potrebbe arrivare dopo ore, per vari motivi.
  • In attesa della mail di risposta, che potrebbe impiegare ore ad arrivare, blocchi tutte le altre attività, nonostante siano più importanti.
  • Sei solito scrivere mail inutili per il gusto di farlo.
  • Noti che l’ansia da mail è sempre presente e ti far star male, ma non fai nulla per evitare che accada.

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