Perché diciamo bugie

Siamo sinceri? Chi è che non dice almeno una bugia al giorno? Capita. A volte ripetiamo la stessa bugia così tante volte, che finiamo per crederci, sedimentando al nostro interno una realtà alternativa che si coltiva semplicemente con la bugia, la sua abitudine ad essere presente.

Molti bugiardi abituali ammettono di essere bugiardi compulsivi, cioè di non poterne fare a meno. Le bugie, duole dirlo, hanno una pessima fama, eppure sono uno strumento di difesa che sorge fin dalla tenera età. Considerate la prima bugia che avete raccontato. Molto probabilmente eravate bambini e l’avete raccontata per evitare un rimprovero o una punizione molto severa. Il fatto che si inizia a mentire da bambini, per gli psicologi, è molto importante, in quanto essi così giovani non hanno ancora sviluppato una comprensione degli effetti e degli aspetti morali della bugia.

Per prima cosa quando si cerca di capire perché mentiamo, proviamo a chiederlo a noi stessi, è un test in fondo attendibile, se condotto con sincerità.

  • Quante bugie raccontate in media?
  • Quante bugie pensate che vi raccontano quotidianamente?
  • Quante bugie avete detto nell’ultima settimana?
  • Perché le avete dette?
  • Come ci si sente dopo averle raccontate?

Le bugie hanno a che fare col valore che diamo a concetti come la verità e più che altro la credibilità, la coerenza e la trasparenza. Notoriamente i politici sono i più bugiardi del pianeta, raccontano balle dalla mattina alla sera. A volte arrivano a crederci e mi spiace dirlo, ma non c’è alcuna differenza tra l’uno e l’altro, perché la politica è l’arte del convincere, del mediare, del mettere d’accordo o dello sfidare. Non si può a fare a meno della bugia per andare avanti. Eppure – se avete notato – la maggior parte dei politici richiama l’attenzione sulla propria correttezza, trasparenza, coerenza. Lo fanno perché sanno che sono valori sociali e modelli comportamentali normalmente considerati virtuosi.

Le bugie sono intenzionali, per ottenere un’impressione o una falsa credenza nell’interlocutore, facendo in modo che questi creda a ciò che gli stiamo dicendo. Ad esempio, da bambino la mamma può averci chiesto se effettivamente eravamo andati alla messa, e rispondendo affermativamente con una bugia, volevano farle credere il falso.

A volte le bugie servono a uno scopo e sono mezze verità, cose non dette, nascoste e taciute per il timore che possano arrecarci uno svantaggio a noi o alle persone care. A volte le bugie sono incondizionate, ad esempio: un’amica che ci chiede se la troviamo dimagrita potrebbe offendersi se non lo notiamo, e in modo automatico rispondiamo si. Per quanto innocente anche quella è una bugia.

In genere gli uomini mentono per paura delle conseguenze, per comodità e per il desiderio di manipolare e distorcere convinzioni ed eventi a proprio favore. Una bugia può essere un mezzo per trovare una scorciatoia, ricevere benefici e acquisire molti vantaggi. Si mente su tutto: la propria età, il curriculum, la carriera scolastica, lo stato di salute, le proprie origini.

Nelle società umane l’onestà, che aiuta a costruire dei rapporti più forti e sinceri, è vista molto bene, ma poco praticata.

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