In casa serve un’impastatrice planetaria? Ti aiutiamo a sceglierla

L’impastatrice planetaria è uno strumento che non è solo indispensabile nei laboratori delle panetterie, dei pastifici, delle pizzerie e delle pasticcerie, ma che si può rivelare utile anche nelle nostre cucine casalinghe per le preparazioni e le ricette di tutti i giorni. Questo macchinario, inventato ormai oltre un secolo fa, con il trascorrere degli anni ha conosciuto una significativa evoluzione. I prezzi, nel frattempo, sono andati via via calando: insomma, oggi acquistare un’impastatrice planetaria non è un investimento così oneroso come poteva essere fino a qualche anno fa. La varietà di modelli a disposizione impedisce di indicare un prezzo solo, mentre è più facile segnare un range che va da un minimo di 100 euro a un massimo di 1.000. Si parla, naturalmente, solo delle impastatrici per uso domestico, come per esempio la kenwood kmx750rd, in grado di garantire prestazioni elevate grazie all’efficienza del suo motorino e alla qualità dei materiali che la compongono.

A cosa servono le impastatrici planetarie

Per quanto siano imprescindibili in pasticceria, le impastatrici planetarie in realtà si prestano anche a molti altri usi in cucina, per la preparazione degli impasti e per i prodotti da forno in generale. Ecco perché chi si diletta a cucinare la pizza in casa dovrebbe prendere in considerazione con grande attenzione l’ipotesi di affidarsi a uno strumento di questo genere. La quantità di fatica richiesta per la realizzazione di torte, biscotti, lasagne e numerose altre specialità si riduce notevolmente, ma ci sono anche altri motivi per i quali vale la pena di servirsi di una impastatrice planetaria.

I vantaggi offerti dalle impastatrici planetarie

Quando si lavora o si modella un impasto con le mani, queste ultime trasmettono al composto una quantità di calore che in alcuni casi rischia di alterare la sua consistenza e, quindi, di compromettere la riuscita finale della preparazione. Con l’impastatrice planetaria, invece, questo inconveniente viene meno, e gli impasti rimangono perfetti e integri in qualsiasi circostanza.

Il funzionamento

Le impastatrici planetarie si chiamano così perché ruotano proprio come i pianeti. Le tipologie di frusta che possono essere presenti sono tre: quella a gancio, quella a filo e quella a foglia. Quest’ultima, detta anche frusta a K, serve ad adattare gli ingredienti di media lavorazione: è il caso delle uova, del burro e delle farine. In pratica prende il posto del cucchiaio in legno, e riesce a raccogliere dal contenitore ogni residuo di composto nel corso della lavorazione. La frusta a filo, invece, va usata quando c’è bisogno di montare gli albumi d’uovo o la panna; infatti è simile alla frusta degli sbattitori, e può tornare utile anche quando si ha a che fare con creme o altri ingredienti morbidi. Infine, la frusta a gancio già dal nome lascia intuire la sua particolare conformazione: viene chiamata in causa in presenza di composti lievitati, di frolle o di altri impasti.

La capacità

Uno degli aspetti che vanno valutati per la scelta di una buona impastatrice è la capacità. In linea di massima, sarebbe preferibile non scendere sotto i 4 litri e mezzo, ma ovviamente molto dipende dalle abitudini personali in cucina e dalle esigenze di ogni nucleo familiare.

Guida alla scelta

Per trovare il prodotto più adatto ai propri bisogni occorre prestare attenzione anche alla quantità e alla tipologia di funzioni a disposizione: alcune impastatrici planetarie, per esempio, consentono addirittura di cuocere gli impasti. Inoltre, conviene poter contare sul maggior numero possibile di velocità di lavorazione, per regolare l’intensità in base alle preparazioni, e verificare quali e quanti accessori possono essere incorporati. Senza, naturalmente, andare oltre il limite di budget che si è previsto di investire per un acquisto di questo genere.

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