Come funziona la superstizione

Scienza e superstizione non vanno d’accordo, esattamente come in contrasto spesso sembrano essere la religione e la scienza. Ma qual è la differenza tra religione e superstizione? Qual è il campo di applicazione dell’una e dell’altra? Perché siamo superstiziosi?

Una mente razionale può facilmente cogliere il collegamento tra la superstizione e la religione. Se pensiamo che gran parte delle antiche religioni sono basate su spiegazioni metafisiche di fenomeni fisici, non ci si può sorprendere che un certo retaggio sia rimasto tanto nella credenza popolare, quanto in alcuni dei racconti collegati alle religioni. Secondo la nostra cultura occidentale la superstizione sembrerebbe essere legata al mondo della campagna e dell’agricoltura, in particolare come una forma di magia curativa. Degli studi moderni hanno comunque identificato nel lavoro dei campi la nascita della religione. Fintanto che l’homo habilis o sapiens era un cacciatore raccoglitore, non doveva fare affidamento sui fenomeni della natura per ottenere cibo. L’azione della caccia era completamente appannaggio della sua abilità, tanto che ideò la caccia di gruppo per aumentare le chance di catturare prede più grosse e sostanziose, in grado di sfamare un intero villaggio. Per il raccolto delle bacche avveniva lo stesso: i cicli stagionali in climi piuttosto stabili si ripetevano per anni, era più una questione di opportunità che di cadenze temporali. Quando c’erano si raccoglievano.

Con lo sviluppo di società stanziali e l’invenzione di strumenti adatti a coltivare la terra, l’uomo ha iniziato a dominare il raccolto. Tuttavia questa “variazione dell’ordine naturale delle cose” ha incontrato find a subito dei problemi. Il raccolto dipendeva molto dal clima, da periodi di piena o di siccità, dagli incendi, da periodi di gelata o di caldo eccessivo. Insomma, subentravano talmente tante variabili che per essere sicuri di non entrare in un periodo di carestia, occorreva rivolgersi a entità superiori. Lo scongiuro è nato come mezzo curativo principe per allontanare i mali e la sfortuna.
Dal punto di vista del rapporto con la scienza ufficiale, con la medicina in particolare, le pratiche di guarigione di tipo superstizioso sono quelle che non fanno affidamento sull’efficacia comprovata dei principi attivi. Va ricordato che la gran parte delle medicine moderne, da quelle chemioterapiche agli analgesici, fanno affidamento su dei composti rinvenibili in natura. È invece considerato superstizioso l’utilizzo della magia e ad esempio accompagnare l’impiego di una particolare erba medicinale a delle formule rituali, che intendano scacciare dei demoni o comunque delle entità sovrannaturali. Allo stesso scopo si invoca l’intervento di dette entità con le preghiere o delle formule di rottura dell’incantesimo. Questa forma di superstizione ha trovato terreno fertile per tanti secoli nella medicina dell’infanzia, considerando l’alto tasso di mortalità dei bambini, prima dell’invenzione degli antibiotici e della sterilizzazione delle pratiche mediche.

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