Come fare per salvare un matrimonio in crisi: 7 consigli pratici

Il sogno di una vita felice spesso gira intorno a un matrimonio riuscito, la costruzione di una famiglia, vedere i figli che crescono, passare il tempo migliore della nostra vita insieme alle persone che amiamo e che circondiamo di affetto. Ma a volte questo sogno semplicemente non si realizza. I matrimoni nella maggior parte dei casi iniziano felicemente, capita però che ci si sposi per cambiare lo schema di una relazione, sistemare e puntellare, là dove sia necessario. In ogni caso dietro un matrimonio in crisi ci sono molti motivi. Non esiste una formula magica: è questione di compromessi, rinunce, vantaggi, altruismo, rispetto e amore, che non per forza dev’essere incondizionato.

Molte persone, le coppie deluse in particolare, pensano che matrimonio felice equivalga a trovare la persona giusta. Invece anche con la persona giusta può finire male. Questo perché i tempi cambiano, le persone si evolvono e si adattano ad essi, mostrando tratti del comportamento e della personalità che prima non sospettavamo esistessero. Capita agli altri, capita a noi. Non si rimane mai la stessa persona per tutta la vita.

È ovvio che dietro la riuscita di un matrimonio ci sono le fondamentali complicità che portano una coppia a vivere insieme: ma il matrimonio non è mai un’opera finita. Non diventa un rapporto riuscito quando ci si sposa. È più un cantiere sempre aperto che si alimenta proprio nella speranza che ciò che si sta costruendo abbia un senso. E il senso ce l’ha nelle piccole cose quotidiane più che nel compimento di grandi miracoli. Andare avanti ogni giorno è un miracolo e non perché sia difficile o brutto, ma proprio perché l’amore e l’affetto, essendo positivi, quando si increspano fa male. Dopotutto se si vuole bene a una persona è perché ci si aspetta che da lei non si subisca un’offesa o non si venga trattati male o non diventi una delusione. Quando accade il colpo fa più male.

1. Riporta il tuo matrimonio al centro

Il matrimonio non è solo un vincolo, un contratto da onorare, un accordo da esibire, né uno status symbol con il quale certificare la riuscita nella vita. Prima di tutto è un impegno personale. Studi scientifici sul comportamento delle coppie sposate hanno dimostrato che non dare la giusta priorità al rapporto di coppia conduce alla rottura, prima o poi la distanza tra i coniugi aumenta fino a generare la separazione. Chiunque ha una vita impegnata: il lavoro, gli affari, gli hobby, i figli non possono essere una scusa per aumentare il divario. Il matrimonio richiede sforzo continuo e congiunto. Quando una parte molla, l’altra tende a fare lo stesso. Cerca il modo di passare del tempo con il tuo coniuge, dagli spazio, ma non lasciarlo solo/a. Passa meno tempo davanti alla TV, organizza un’uscita, una passeggiata, un weekend fuori insieme alla famiglia. Non farti travolgere dalla quotidianità – prendi una pausa e lascia da parte lo smartphone, per un momento. Ogni giorno insieme potrebbe essere un giorno sprecato, ma anche un giorno nel quale recuperi appieno il tuo matrimonio in crisi.

2. Identifica le cause della rottura

Le cause di una rottura matrimoniale possono essere tante, ma alla base quasi sempre c’è l’insoddisfazione di fondo, cioè lo stacco concreto tra ciò che avevamo sognato e la dura realtà. Un’analisi cruda e spietata di ciò che succede non è facile. Spesso si manca di autocritica, altre volte non si vuole far soffrire l’altra persona, non si trova mai il tempo di comunicare davvero perché tutto è diventato meccanico, scontato e automatico. Quando subentrano i figli i loro bisogni sovrastano tutti i problemi di coppia. Spesso i figli aiutano ad andare avanti, ma possono mascherare i veri problemi. La causa può essere molteplice, ma un problema alla volta si può arrivare alla radice. In generale ci si lascia perché i problemi economici diventano insormontabili, finisce la passione, c’è un tradimento.

3. Comunica e parla, non chiuderti nel silenzio

Una volta che arrivano i problemi, nel matrimonio e comincia a balenare l’idea della separazione, la prima reazione è quasi sempre quella di non parlarne. Chiudersi nei propri silenzi e non comunicare. Eppure tutti gli studi suggeriscono che è meglio che se ne parli. E da subito. Appena i problemi si manifestano. Questo perché i problemi possono ingigantirsi per il concorso di silenzi, pensieri, esagerazioni. Il silenzio accresce la frustrazione e fa nascere il sospetto che dietro la fine di una relazione ci sia qualcosa di più grave. A volte parlarne subito e meglio aiuta a identificare fin da subito la radice del problema, chiudendo la porta ad equivoci che porterebbero senz’altro alla separazione. Se c’è qualcosa che non va meglio correggerla subito. Se pensi di lasciare il partner per via di un problema, parlane con lui. Se hai interesse a salvare il matrimonio.

4. Le colpe non sono mai di uno solo

In genere si mette fine al matrimonio affannandosi a dimostrare che le colpe sono dell’altro/a. È così anche se in realtà dietro ogni rottura c’è un concorso di colpe più o meno distribuito equamente. Farsi carico della propria parte di responsabilità, quando le cose vanno male, è già un atteggiamento positivo che può aiutare anche l’altro a fare lo stesso. I problemi si risolvono in due e l’atteggiamento non può mai essere quello della rivalsa, della serie: “io sto cambiando per te, tu non stai facendo niente per me”. Il vero nodo è il NOI che in un matrimonio non è mai la somma di lui e di lei, piuttosto la sottrazione, cioè cioè che rimane quando togliamo tutti quegli elementi che ostacolano la convivenza. Quello che rimane è ciò che tiene uniti e perciò bisogna assolutamente fortificare questo aspetto, non l’apporto dell’uno o dell’altro.

5. Impara a chiedere scusa

In una relazione ideale, nel matrimonio perfetto, la coppia va avanti senza problemi. Ma nella realtà i litigi possono essere anche all’ordine del giorno. Quando si perde il rispetto per l’altro allora il matrimonio non ha più molto senso, evidentemente qualcosa si è spezzato e in modo definitivo. Però prima di arrivare a questo punto, c’è spazio per rimediare ai propri errori. Chiedere scusa quando li si commettono è un punto di partenza perché predispone l’altra persona a salvare la relazione, piuttosto che a spingere per chiuderla.

6. Problemi personali da risolvere

Il matrimonio è fatto di ciò che lega la coppia. I problemi personali devono essere affrontati insieme, non si può pensare di risolverli da soli. In ogni caso vanno risolti. Se il lavoro diventa eccessivo, snervante e il matrimonio ne soffre, devi pensare al matrimonio, c’è poco da fare. Soprattutto chi è autonomo, imprenditore, professionista, dirigente, insomma colui che può fare più delle canoniche 7 ore giornaliere, deve ritagliarsi degli spazi, che sia moglie o marito poco conta: si sacrifica troppo tempo che potrebbe portare alla trascuratezza. Anche i problemi di salute che possono mettere in crisi l’aspetto intimo del rapporto coniugale vanno risolti.

7. Riscopri il lato romantico

Spesso dietro un matrimonio be riuscito c’è l’affiatamento a letto, intimo, a volte basta un bacio o una carezza per rimettere tutto a posto. Far rinascere la fiamma spenta è complicato, ma se non crei le occasioni per farlo.

Pianifica una vacanza lampo per il fine settimana, magari in una SPA per sentirti rilassato e in pace con tè stesso. Lasciatevi coccolare e trattare come si deve in un posto dove ci possa lasciare la quotidianità alle spalle. A volte basta una semplice cena in un posto particolare. La serata giusta, con la giusta atmosfera, può scatenare la giusta carica. Una notte di passione può restituire calma e rimettere in piedi il rapporto. A patto che non sia forzata, la complicità deve risorgere genuina.

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