Perché le persone credono ai complotti

Quali sono le teorie cospirazioniste più in voga? Quella che non siamo mai andati sulla Luna forse batte tutti, ma ci sono anche le scie chimiche (delle persone pensano che piloti al servizio di un complotto internazionale stiano avvelenando deliberatamente il pianeta per eliminarci) e ovviamente la leggenda di Paul McCartney morto. Oltre a tante altre.

Le teorie cospirazioniste piacciono molto per tanti motivi: in primis sono allettanti per il fatto che costituiscono una narrazione alternativa molto più interessante della realtà. Certo, un viaggio sulla Luna è già una grossa realtà che sembrava irraggiungibile fino a poco tempo prima, ma forse è iù complicato pensare una messinscena cinematografica. Le persone sono tradizionalmente attratte dall’oscuro e dai misteri. Basta rileggere i racconti antichi, per capire che questo tipo di argomenti ci hanno sempre interessato. E non può sorprendere che il genere letterario che va per la maggiore sia un mix di thriller e fantasy.

Le persone poi sono generalmente ignoranti. Il viaggio sulla Luna è il risultato di un’acquisizione scientifica alla quale hanno concorso migliaia di persone, con ruoli e apporti differenti. C’è poi un aspetto che va considerato: a spingere sui temi della cospirazione sono spesso autori di vari tipi interessati al grande ritorno economico. Pubblicare libri, finti dossier, produrre documentari da vendere alle televisioni può costituire un grosso ritorno economico. Ad esempio, in tutti gli anni Novanta e nel decennio successivo è tornato prepotente l’interesse per l’Egitto e le sue piramidi. Addirittura sono stati prodotti libri e documentari su una fantomatica correlazione di Orione, che ha dato la stura a un film di enorme successo come “Stargate”, che non ha fatto altro che rilanciare il tema degli alieni alla base della costruzione delle Piramidi. Persone in sostanza senza scrupoli approfittano dell’ignoranza delle persone, per guadagnarci.

L’avvento dei social media ha dato poi maggior eco a questi fenomeni, spargendo nella massa quella che poteva essere considerata una stravaganza di culto. Ci sono canali internet su YouTube, blog finto specialistici, forum e pagine Facebook dedicate a ogni genere di cospirazione, che ovviamente non aspetta altro che accoliti a cui vendere ebook e video spesso pubblicati in forma sensazionalistica (usando termini come “censura” del tutto a sproposito).

Fino a che una persona crede che non siamo mai stati sulla Luna, non c’è alcun problema. Ognuno è libero di rimanere nella propria ignoranza. Il punto è quando ad esempio si usano questi sistemi per incolpare qualcuno di aver provocato deliberatamente il terremoto (ci sono persone che credono che Renzi abbia provocato il terremoto dell’Abruzzo ad Agosto), o per trarre un vantaggio politico dall’incapacità critica delle persone di verificare in modo accurato e scientifico le informazioni che raccolgono dal web.

Dal punto di vista psicologico gli esperti ritengono che credere alle teorie del complotto o della cospirazione sia un modo di ritrovare sé stessi, ritrovarsi all’interno di un mondo alternativo che offre delle sicurezze, là dove la realtà non accontenta. Lo stesso sistema viene poi reiterato nei cosiddetti culti alternativi, in quelle sette o pseudo-sette nelle quali la realtà del mondo viene circoscritta agli adepti ed esiste solo in quella forma. Inutile dire che anche in questi casi, dietro ci sono spesso forti interessi economici basati sullo sfruttamento della credulità popolare.

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