Fantasy: il magico mondo dei folletti

Il vasto universo del fantasy è spesso popolato da esseri fantastici, che abbiamo imparato a conoscere grazie a produzioni cinematografiche e libri. Una delle figure più interessanti è quella del folletto. Se ricordate in Game Of Thrones uno dei personaggi principali, Tyrion Lannister, viene denominato folletto anche se in realtà è semplicemente un nano. Anche gli hobbit richiamano alla mente i folletti. Nell’antica tradizione europea, i folletti anzitutto erano degli spiriti di piccole dimensioni, tanto che pure il nome di impronta greca, ne tradisce questo aspetto: sembra discendere da “falle”, alias farfalla.

Come ogni credenza fantastica della nostra tradizione essa ha a che fare con il culto dei morti. Questi spiriti erano presenti nelle case romane e pare che animassero la vita quotidiana mescolandosi ai vivi, seppure invisibili, rimanendo ignorati, oppure decidendo di dare fastidio a chi non gli andava a genio.

La famiglia dei folletti in Europa, soprattutto nel Medioevo, si è immediatamente diffusa e ha assunto nomi differenti, tra i quali quello più noto è senz’altro il popolo degli elfi, che pure venne considerato una forma di spiritello a sé stante.

I folletti normalmente si dividono in buoni e cattivi e possono tanto scherzare, quanto fare i difetti. Sono affini per natura all’aria e al fuoco, volatili e trasparenti, chiari e luminosi nell’aspetto, a volte fanciulli o comunque tendenzialmente molto giovani, eterni bambini che tirano scherzi e si approfittano delle situazioni senza malvagità.

Nelle regioni italiane questi esseri si sono diversificati in varie forme e vari nomi, spesso assumendo consistenza demoniaca; nei racconti delle madri i folletti sono spiriti allora malvagi, che vengono a turbare il sonno dei bambini, se essi non si addormentano di propria spontanea volontà. Sono orchi e fantasmi che spesso hanno sembianze mostruose e fanno visita negli incubi. In alcuni luoghi essi portano sfortuna e sono l’allegoria del maligno che si insinua tanto nella mente, quanto negli angoli oscuri delle nostre abitazioni (si pensi a un mondo nel quale non c’era l’illuminazione artificiale). In alcune regioni del nostro paese questi folletti hanno nomi ben precisi: sono i linchetti, i monachicchi, i lauri, i pindacci. Tutti evocati a seconda delle situazioni e ciascuno dotato di particolari caratteristiche: da chi infastidisce le donne e i bambini a chi fa il solletico oppure nasconde gli oggetti, chi augura le peggiori cose e chi invece si trasforma in animali o in gomitoli di lana.

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