Come comportarsi quando lei ti lascia

Le relazioni, sfortunatamente, non sempre funzionano o durano. Anche passando attraverso ostacoli è possibile costruire rapporti duraturi che poi si spengono nel tempo per motivi diversi. Quando finiscono i rapporti su cui si è investito tempo e sentimenti, si rimane con una nota di amaro in bocca e tristezza che sono difficili da sopportare anche per chi è abituato a gestire i rapporti umani. L’aspetto importante è che ciò non riguarda solo le donne, ma anche gli uomini.

Quando la relazione finisce sembra che il mondo si fermi. A meno di non aver vissuto un incubo e quindi provare un senso di liberazione, si rimane sconsolati per parecchio tempo.Le donne tuttavia riescono a superare meglio questi problemi, perché probabilmente amano parlare tra di loro di sentimenti e storie d’amore. Sono aperte tra amiche, hanno l’occasione per discuterne a lavoro, all’università, in casa, fuori per un aperitivo. Non che trattino la cosa superficialmente, tutt’altro, è che sono inclini a parlarne. Gli uomini al contrario sono molto refrattari: difficile trovar supporto da amici, manca totalmente l’empatia in grado di risollevare lo spirito, per cui diventa quasi impossibile parlarne con qualcuno.

Gli uomini spesso preferiscono non parlarne del tutto, starsene in disparte, vorrebbero pure parlarne se ne avessero il bisogno, ma quasi subito realizzano che a) c’è come una barriera che impedisce loro di parlare di storie così intime, b) hanno amici che sono passati nello stesso inferno e non si erano rivolti a loro per ottenere conforto.

Come comportarsi dunque quando lei ti lascia? Avere a che fare con le rotture, inaspettate, non è facile. Le donne poi sono molto più risolute degli uomini quando si tratta di rompere. Se lo fanno è perché hanno sostanzialmente calcolato tutti i pro e i contro e dato ampio spazio ai compromessi, dato occasioni e messo alla prova il partner. A meno che non sia una stronza o una mentalmente disturbata, quando la donna lascia è perché egoisticamente non vede alcun vantaggio per sé (anche in relazione all’eventuale famiglia, quando si hanno figli).

Perché una donna lascia un uomo?

Non esiste francamente una risposta univoca valida per tutti. A volte i motivi sono così chiari che non essersene accorti costituisce proprio il primo motivo per la separazione. Un uomo che non rimedia ai suoi errori o non fa nulla per lavorare sulla relazione e il rapporto viene prima o poi scaricato. Ammettendo che ciò succede in condizioni normali e non a causa di un tradimento, la separazione tende a sfilacciarsi per piccoli motivi che pian piano si stratificano nel tempo. È come costruire un puzzle, ma senza rendersene conto. Alla fine ci si ritrova con l’ultima tessera in mano che completa l’opera. Ormai è troppo tardi per tornare indietro.

Uno dei principali motivi per cui una donna lascia un uomo, a sentire loro, è quello di non sentirsi sufficientemente apprezzata. Il motivo per cui una donna tradisce, in condizioni normali, non è quello per cui vuole avere più relazioni sessuali o essere infedele a tutti i costi, provare nuove emozioni. Una donna che vuole avere libertà sessuale non si lega, e se lo fa vuol dire che non ci sta con la teste ed è affetta da disturbo narcisistico della personalità. Quello che una donna cerca è sentimento e attenzioni, a volte tante, a volte meno. C’è un livello di indipendenza che sfuma da tanto a poco, ma una donna in generale vuole sentirsi valutata e apprezzata dal suo compagno. Per questo le donne insistono tanto nell’avere coinvolgimento emotivo e sono delle incredibili motivatrici, quando si tratta di stare al fianco del loro uomo. La maggior parte degli uomini politici di successo devono parte della loro carriera alla presenza di donne forti e stabili a fianco a loro, che li hanno spronati durante i momenti difficili. Il proverbio secondo cui dietro ogni grande uomo, c’è una grande donna, benché scontato è forte di una saggezza popolare che non andrebbe screditata.

Questo per dire, in sostanza, che una donna normale, indipendente, ma desiderosa di affetto come tutti gli esseri umani, vuole “contare”, “essere presente”, “parlarne”, “discuterne”. Sono espressioni tipiche delle donne che fanno leva proprio su questo desiderio di essere coinvolte. Quando non si sentono coinvolte, emotivamente e nella pratica, finisce che perdono interesse.

Il motivo del tradimento, in condizioni normali, è proprio questo: l’uomo nuovo che arriva nella sua vita suscita il suo interesse perché la coinvolge. Ricordo bene una situazione di un’amica che aveva una relazione stabile, ma a distanza. La distanza creava problemi, come in tutti i casi, ma era soprattutto deleteria per un motivo: nel tempo stava dimostrando che lui non faceva nulla per ridurla. Col passare dei mesi la distanza diventava una scusa per essere insensibili. Un giorno nella vita di questa amica compare un altro ragazzo, che apparentemente è proprio il contrario del suo compagno. Nemmeno gli piace all’inizio. Però man mano che passano le settimane lui è presente e siccome si interessa a lei, capisce qual è il punto debole della relazione. Ricordo che a un certo punto, per stare con lei, la invitava anche per andare a fare la spesa e comprare cose stupide, per le quali però chiedeva il suo parere. La mia amica non era certo un’oca, semplicemente stava vivendo con quel ragazzo il tipo di esperienze che la distanza con l’altro, le stava impedendo di vivere. Cose semplici appunto.

Spesso gli uomini falliscono nel concretizzare la promessa di vivere una vita sentimentale fatta di semplici attenzioni.

Cosa fare dunque quando si viene lasciati?

Bene, bisogna pure continuare a vivere, a studiare, mangiare, andare a lavoro, frequentare gli amici. Capita anche di dover a che fare con lei. Rivedersi provoca sempre scompensi e aumenta la tristezza. La cosa migliore da fare, in questi casi, è parlare con un amico, farsi una cena per vedere una partita di calcio o fare qualche attività all’aperto. Ritrovare il buon umore e lasciar passare almeno 7-8 settimane senza vederle. Pian piano il bisogno di vederla si allenta, lasciando il passo a una fase di razionalizzazione che aiuta a rivedere le proprie priorità. Lasciando così il tempo di riflettere.

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